L’altro giorno (martedì penso) mi trovavo a fare jogging a Waterlow Park, un bellissimo ed immenso parco nei pressi di Furnival House (la ns. residenza fino al 16/08 nda), e non facevo che pensare a quanto quell’eminente femminiello di Marcel Proust avesse ragione nel suo “À la recherche du temps perdu” e più avanti spiegherò perchè…
Corro in un verde generoso e antico,
la pioggia inconsistente si dissolve quasi prima di sfiorarmi,
l’odore della natura è prepotente e umido,
la musica che sgorga dalle mie cuffie sottolinea i momenti,
esalta le sfumature, mi da coraggio e grinta.
Sono circondato da animali incuranti della mia presenza.
La memoria mi riporta vividamente alla mia infanzia Milanese,
stessi odori, stessi sapori, stessi colori…
Sono un bambino di cinque anni che vaga ciondolando e nutrendosi dei residui “gelatiformi” dei lombrichi…
Sono un bambino di cinque anni che vaga ciondolando, felice, senza problemi…
Sono un bambino di trentun’anni che vaga ciondolando, con tanti problemi, ma felice perchè finalmente si sente realizzato…
Grazie Proust.
Ah, il gusto indimenticabile delle madeleines… o della ratatouille, fai tu!
Eppure prima o poi lo leggerò quel “libro”!
Aloha,
sono felice vi siate acclimatati a quella terra di Dannati Mangiatori di Patate e ancor di più per il Tempo ritrovato.
Se la vostra vita fosse un film, la scena che hai descritto accadrebbe più o meno al venticinquesimo minuto, quando i protagonisti sono proiettati in un ambiente inusuale ed inizia la vera azione. E’ una cosa buona, perché significa che l’evoluzione, il divertimento ed il dinamismo stanno per arrivare in grasse porzioni (questo oppure Godzilla, scegliete voi il genere del film). Per non parlare del finale, con la realizzazione totale e/o il salvataggio del mondo da un virus alieno.
Per aggiornarvi sulla nostra routine, qui nel deserto sul mare, Proust non é adatto. Blake é molto più attinente:
“…ma per le strade di mezzanotte sento / le maledizioni delle giovani puttane / riecheggiare nelle lacrime dei neonati / e nella peste portata dall’amore, gabbia e carro funebre…”
(traduzione piuttosto libera)
Cazzarola, la Sardegna d’Estate é post-umana.
Buena suerte con gli scoiattoli.
Massimo S
commovente…
ci mancate tanto ma è più la gioia di sapervi in un posto migliore di questo. siete saltati fuori dal pozzo e adesso potete raccontarci tutto il cielo stellato, quello che possiamo solo immaginare da quaggiù.
a presto!